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sabato 31 dicembre 2016

Muore il Corpo di Ballo di Verona - Rassegna Stampa - 31 dicembre 2016


L’Arena non ha più il suo corpo di ballo 
Fallisce la trattativa in Provincia, 13 artisti licenziati. I sindacati: «Fondazione troppo rigida, possibili ricorsi»

Sabato 31 dicembre 2016

VERONA Fondazione Arena di Verona non ha più un proprio corpo di ballo stabile. Ieri, infatti, si è consumato l’ultimo atto della trattativa per evitare il licenziamento dei ballerini, in seguito all’apertura della procedura di mobilità da parte della stessa Fondazione. L’esito del confronto è stato negativo, cioè non è stato raggiunto nessun accordo tra le parti, con Fondazione che aveva sempre sostenuto la necessità di far uscire il corpo di ballo dal perimetro aziendale, come elemento per riequilibrare i conti del teatro, e le organizzazioni sindacali che, numeri alla mano, si sono sempre opposte a questo tipo di soluzione.

Quindi, il mancato accordo, ratificato anche ieri nella sede della Provincia, di fatto apre un nuovo capitolo, l’ultimo, della vicenda. Ora la normativa prevede che Fondazione Arena abbia a disposizione 120 giorni per inviare le lettere di licenziamento ai 13 ballerini che non hanno accettato l’incentivo all’esodo. Dei 18 professionisti che fanno parte del corpo di ballo, infatti, 5 hanno deciso di aderire alla proposta formulata che garantisce 70mila euro netti per ciascuno come incentivo, più la garanzia di lavorare almeno 120 giorni l’anno, per i prossimi tre anni, per la Fondazione.

Per le organizzazioni sindacali un giorno amaro. «Abbiamo celebrato un inutile rito – dice Ivano Zampolli, segretario provinciale Uil Comunicazione – vista l’assoluta rigidità da parte di Fondazione a trovare una soluzione diversa da quella che si era prefissata fin dall’inizio. Una scelta grave sia per l’indisponibilità a valutare nuovi elementi, che pure c’erano, sia perché è una novità assoluta, nell’ambito delle fondazioni lirico – sinfoniche, ricorrere al licenziamento collettivo di corpi artistici del teatro. Il che ovviamente potrebbe spostare il tema del confronto in sede legale». Anche Paolo Seghi, segretario Slc Cgil Verona, attacca la decisione presa dalla Fondazione. «Non esiste una motivazione economica reale che giustifichi il taglio del corpo di ballo di cui si è deciso di fare a meno, invece, per ragioni politiche. Tuttavia, visto che c’è ancora un ridottissimo margine di tempo primo dell’invio delle lettere, auspichiamo che venga utilizzato per continuare nel confronto. Anche al Teatro Petruzzelli di Bari si era giunti a una decisione simile, poi, grazie all’intervento della Regione con propri fondi, l’esito della trattativa è stato diverso. Per cui l’auspicio è quello di continuare a lavorare evitare i licenziamenti». Anche perché, fanno notare i sindacati, si è avviata una procedura collettiva di mobilità, al massimo, per una decina di persone (visto che altri 3 ballerini andranno alla pensione nei prossimi anni) su un organico complessivo del teatro che conta 300 persone.I vertici del teatro, per adesso, preferiscono non commentare, anche se il sovrintendente Giuliano Polo ha anticipato che, nei prossimi giorni, sarà chiarita la posizione della Fondazione. Decisione che non è mai cambiata dall’inizio della trattativa: la rinuncia a un corpo di ballo stabile, infatti, è uno dei punti fissi del piano presentato dal commissario Carlo Fuortes. Il piano di risanamento e la domanda di accesso alla legge Bray, infatti, non hanno mai previsto la presenza dei ballerini come elemento stabile del teatro. Tuttavia, ad oggi e nonostante le rassicurazioni, non c’è ancora la certezza che la richiesta di Fondazione Arena per la Bray sia stata accolta.

Samuele Nottegar

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