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giovedì 15 giugno 2017

Teatri italiani in ripresa, dopo anni di crisi impennata di presenze per opera, balletto e concerti in tutte le Fondazioni Liriche. Solo Verona in controtendenza e costante calo perde altri 40 mila spettatori tra Arena e Filarmonico - Rassegna Stampa - 14 maggio 2017


IL CASO. Le Fondazioni dopo anni di crisi hanno registrato nel 2016 due milioni 500mila spettatori, 185mila più del 2015

LA LIRICA SI RIPRENDE. MA NON A VERONA
 Fra Arena e Filarmonico il calo del pubblico è di 40mila unità; 370mila le presenze estive nell'anfiteatro

mercoledì 14 .6.2017 CRONACA, p. 23


Le fondazioni liriche italiane dopo gli anni della crisi tornano a vedere un po' di luce: il pubblico di opera, sinfonica e balletto si impenna. Tranne che a Verona però dove sia in Arena che al Filarmonico c'è un calo di spettatori pari a 40 mila unità.

Lo rivela "Classic Voice" nel numero in edicola da oggi. Secondo i dati esclusivi pubblicati dal mensile, le Fondazioni - che entro il 30 giugno dovranno presentare i bilanci relativi alla stagione 2016, l'ultima in fase di rendicontazione - supereranno i 2 milioni 500 mila spettatori, circa 185.000 in più rispetto al 2015 e 327.000 rispetto al 2014.

In quasi tutte le principali istituzioni musicali il pubblico cresce come non accadeva da molti anni. In testa alla classifica dei rialzi ci sono l'Opera di Firenze, con quasi 60 mila spettatori in più, e il San Carlo di Napoli, con quasi 50 mila. Seguono il Petruzzelli di Bari (+ 42 mila), il Lirico di Cagliari (+ 41 mila) e il Massimo di Palermo (+ 22 mila). In percentuale sul pubblico proprio, gli aumenti più vistosi si realizzano al Petruzzelli di Bari (+ 68,1%) e al Lirico di Cagliari (+45.9). A seguire le Fondazioni liriche di Trieste (+ 33,4 %), Firenze (+ 33,1 %) e Napoli (+ 30,3%).
Inoltre al Petruzzelli di Bari si registra un clamoroso exploit sul numero di abbonati, quasi raddoppiato (+91,1%).Alla Scala il pubblico del 2016 aumenta rispetto al 2014 (+ 81 mila), ma cala rispetto al 2015, annata speciale e "ricca" per via di Expo.
Presenze stabili al Regio di Torino, al Carlo Felice di Genova e alla Fenice di Venezia. Unica flessione importante a Verona, dove tra l'Arena e il Filarmonico si perdono circa 40 mila spettatori.

In molti casi l'aumento degli spettatori è legato alle politiche di prezzo rivolte alle fasce di pubblico più giovane. Col 25% di spettatori entrati in teatro per la prima volta, l'Opera di Roma diventa la seconda Fondazione lirica italiana più "popolata" (242.665 spettatori, dopo i circa 500 mila della Scala, escludendo le 370 mila presenze estive all'Arena di Verona che si conferma comunque uno dei più importanti teatri all'aperto del mondo), piazzandosi prima dell'Opera di Firenze (238 mila) e del San Carlo di Napoli (212 mila).
Nella classifica di Classic Voice seguono il Regio di Torino (178.803 spettatori), la Fenice di Venezia (141.824), il Massimo di Palermo (136.435), il Lirico di Cagliari (132.000). Tra le Fondazioni che hanno aderito alla legge Bray, l'Opera di Roma è pure quella con il tasso medio più alto di riempimento sala (79%), seguita dal Comunale di Bologna (68%). In coda alla classifica, riferita ai primi sei mesi 2016, c'è il Carlo Felice di Genova con soltanto il 25% delle poltrone occupate.

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