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martedì 8 agosto 2017

Comunicato Stampa Fondazione Arena. Un mese dopo la chiusura delbilancio 2016 Fuortes ringrazia tutti tranne i ballerini licenziati

Con la preghiera della massima diffusione, probabilmente anche per l'impellenza dettata dall'importanza delle tematiche contenute, solo nella giornata di ieri è stato emanato dalla Fondazione Arena un comunicato stampa, qui di seguito riportato, che, evidentemente, pur iniziando con "venerdì scorso, 23 giugno 2017", ha avuto bisogno di quasi un mese di gestazione prima di trovare diffusione.

Di seguito il testo del comunicato:





Comunicato Stampa


20/07/2017

BILANCIO 2016 IN PAREGGIO
per la Fondazione Arena di Verona

Venerdì scorso, 23 giugno 2017, la Fondazione Arena di Verona ha approvato con delibera del Commissario Straordinario Carlo Fuortes, il bilancio consuntivo per l'esercizio 2016.

Il bilancio, dopo due esercizi chiusi con pesanti passivi, registra un utile di esercizio di 367 mila euro, in linea con le previsioni del piano di risanamento triennale (2016-2018) presentato dalla Fondazione al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.

Oltre al raggiungimento dell'equilibrio economico, si registrano ulteriori elementi positivi rispetto all'esercizio precedente: minori costi di produzione per 1,6 milioni, minori debiti per 2 milioni, minori interessi passivi per 500 mila euro ma, soprattutto, un miglioramento della posizione finanziaria netta di 2,2 milioni.

"Esprimo grande soddisfazione per il risultato raggiunto con il bilancio 2016 sia per l'utile di esercizio che per l'importante inversione di tendenza che si registra sul piano dell'esposizione debitoria, elemento che ha determinato l'insorgere dello stato di crisi" ha commentato il Commissario Straordinario Carlo Fuortes. "L'acquisizione , ormai imminente, dei fondi della cosiddetta Legge Bray fornirà ulterioristrumenti per migliorare la posizione debitoria e rafforzare le misure di riequilibrio dei conti. Un particolare ringraziamento va al Sovrintendente Giuliano Polo e a tutti i lavoratori del Teatro che, con grande senso di responsabilità, hanno sostenuto l'indispensabile azione di risanamento con il raggiungimento di importanti risultati".

Con cortese preghiera della più ampia diffusione possibile

Ufficio Stampa Fondazione Arena di Verona



A prima lettura del documento forse ci si chiederà quali siano i motivi che possano aver ritardato la diffusione di un comunicato dai contenuti così ostentatamente ottimistici, e redatto a solo pochi giorni dalla delibera del bilancio consuntivo 2016, avvenuta il 23 giugno.

Verrebbe in primo luogo da pensare che probabilmente la macchina Fondazione Arena, soprattutto negli ingranaggi del suo ufficio stampa, nonostante l'azione del Commissariamento attraverso un piano teso ad obiettivi di efficienza gestionale, possa necessitare di qualche altra piccola registrata ed abbia ancora margini di miglioramento.

Di certo un comunicato datato 20 luglio in cui si legga "lo scorso venerdì, 23 giugno.." non è di certo per l'ufficio stampa di una sovrintendenza un buon biglietto da visita.

Ma forse niente di tutto questo, perché ad una più attenta analisi si può comprendere come, con molta probabilità, il ritardo non possa essere dovuto semplicemente ad una banale dimenticanza del documento stesso in un cassetto di qualche scrivania, ma che forse, quel documento, nel cassetto sia stato opportunamente dimenticato di proposito.

Ricordiamo, dinfatti, come a pochi giorni dalla delibera del bilancio della Fondazione Arena, avvenuta il 23 giugno, si sarebbero tenuti a Verona i ballottaggi per le elezioni amministrative cittadine, precisamente domenica 25 giugno. L'opportunità dell'uscita di tale comunicato sarà quindi stata certamente influenzata dallo stesso risultato delle elezioni del nuovo sindaco di Verona, futuro Presidente di Fondazione Arena.

È intuibile come i conti di chiusura del bilancio 2016 della Fondazione Arena potessero allora essere interpretati in duplice chiave, ottimistica piuttosto che pessimistica, a seconda del risultato per niente scontato e dell'opportunità sulla base dei nuovi ecquilibri politici che si sarebbero venuti a creare di lì a pochi giorni a seguito dell'insediamento del nuovo primo cittadino veronese e della formazione della nuova squadra di governo.

La campagna elettorale per le amministrative di Verona ha trovato nelle questioni della Fondazione Arena, come mai prima in passato, un grande tema di scontro politico tra i candidati, che hanno riempito i propri programmi elettorali con proposte e soluzioni all'antitesi per risolverne la crisi.

Di certo il bilancio della Fondazione Arena poteva essere letto ed interpretato dalla dirigenza provvisoria del Teatro, quella facente capo al Commissario Straordinario, con meno ottimismo, soprattutto qualora avesse prevalso la riconferma del filone governativo uscente della città, che ha fortemente sostenuto l'ipotesi della necessità di una privatizzazione della Fondazione Arena per risolverne i problemi, criticando un commissariamento governativo ritenuto strumento inefficace per riequilibrarne i conti e che magari, anche in una Arena privata, avrebbe avuto necessità di individuare i propri manager.

È evidente, ora, come a distanza di un mese, con l'avvenuto insediamento del nuovo sindaco, chiarita la volontà della nuova amministrazione cittadina di andare verso il termine del commissariamento dell'Arena con la conseguente possibilità di costituzione del nuovo Consiglio di Indirizzo di Fondazione che, come primo compito, a sua volta, si dovrà occupare della nomina di un nuovo Sovrintendente, pur riconfermato che sia, sorga la necessità di evidenziare come "tutti" abbiano ben svolto fin qui il loro compitino.

Nel comunicato, del quale sinceramente facciamo fatica ad attribuirne la paternità, dato che, non recando firma di Sovrintendenza o del Sub Commissario Polo, di certo non può essere ricondotto allo stesso Commissario Fuortes del quale ne riporta i commenti al bilancio chiuso, di certo si è voluta evidenziare una situazione positiva che porti a pensare come la Fondazione Arena sia stata incanalata verso la giusta direzione per uscire dalla crisi.

Quasi un invito alla nuova amministrazione cittadina nel guardare, "nel caso", alla stessa squadra in attesa di eventuali riconferme.

Come già qualcun'altro ha tenuto ad evidenziare prima di noi, parte del merito di questo risultato che ha fatto registrare un utile positivo nei bilanci (pari a 367mila euro per il 2016) oramai assente da due anni, deve esser ricondotto a finanziamenti dovuti alla Fondazione dal Comune di Verona ancora negli anni precedenti al 2016, ma versati solo in ritardo e lo scorso anno, e per questo iscritti al bilancio economico deliberato per l'anno di esercizio 2016.

Il dato positivo che invece riguarda i minori costi di produzione, andrebbero più correttamente letti nell'ottica di un Teatro che ha visto chiudere i propri battenti al pubblico per due mesi.

È abbastanza ovvio che l'effetto della menomazione dell'attività produttiva attraverso la soppressione di parte dei titoli in programma per la stagione 2016 (quelli relativi ai mesi di stop dell'attività di ottobre e novembre previsti dal piano) non possano che aver prodotto minor costi di produzione.

Come evidenziare lo sforzo di un padre di tre figli che, per risparmiare e stare dentro i conti smetta di sfamare, far studiare e vestire due figli per due mesi all'anno ed abbandonandoni un terzo per la strada. Grazie! Di certo, il risparmio è assicurato, ma con quali quali conseguenze?

Nello stesso senso forse il risultato positivo del risparmio sui costi di produzione della Fondazione Arena avrebbero avuto una validità se questo si fosse ottenuto pur mantenendo livelli produttivi ed offerta artistica.

Come dire che quest'anno si è risparmiato sui costi del carburante per l'automobile dopo averla lasciata per sei mesi chiusa in garage. Così, alla Fondazione Arena, con la stessa ingenuità si scopre l'acqua calda e se ne assume il merito.

Si può pensare che la sofferta (ma non troppo) decisione di chiudere l'attività del Corpo di Ballo (il terzo figlio) abbia dato i suoi frutti, e che quindi questo non sia stato un sacrificio inutile. Peccato che il Corpo di Ballo sia stato licenziato solo nel gennaio 2017 e che quindi gli effetti di tale sacrificio si potranno valutare solo nel prossimo bilancio.

Una domanda però ci turba, ma se i ballerini hanno continuato a produrre e sono stati a busta paga ed in bilancio per tutto il 2016 ed ancora che questo si è chiuso con un segno positivo, perché allora sono stati licenziati? Non è forse vero che il Teatro poteva reggere economicamente anche senza la mattanza dei tersicorei?

Chi sa se qualcuno avrà mai la decenza di rispondere.

A noi rimane sempre di più la certezza che i ballerini abbiano dovuto assistere alla propria dipartita più per la tutela di integrativi, superminimi, livelli occupazionali in altre categorie più soggette ai rischi delle azioni previste dalla Legge Bray ed occupazione nei livelli amministrativi dei funzionari, piuttosto che per una vera e propria necessità di efficienza gestionale.

Certo! Considerazioni a parte sulle quote comunali giunte opportunamente in ritardo per chiudere un bilancio 2016 in positivo e necessità o meno di lasciare dei lavoratori per la strada, non si può negare che i conti tornino e che comunque si sia potuto registrare un inversione di tendenza almeno per il segno più di un utile di esercizio in conto economico.

Per questo però il merito non può di certo andare ad un Commissario Governativo mandato a sbrigare il proprio compito di levare la polvere sotto i tappeti e lucidare in superficie con minimo sforzo ed impegno, limitandosi a fare ciò che ci sia di più banale, come tagliare, sopprimere e licenziare, piuttosto che impegnarsi a eliminare sprechi, inefficienze, privilegi, rilanciare e perseguire responsabilità gestionali.
Tanto meno il merito può essere attribuito a chi per lui si sia limitato a mettere la firma su ciò che frettolosamente era già stato deciso, come ad esempio le lettere di licenziamento dei ballerini.

Se va trovato un merito ad eventuali risultati positivi è proprio nei lavoratori, soprattutto quelli che lo stesso Fuortes si è dimenticato di ringraziare nei suoi commenti riportati nel comunicato sopra, ossia i ballerini, che "con grande senso di responsabilità hanno sostenuto l'indispensabile azione di risanamento per ottenere importanti risultati" hanno subito, loro malgrado e non difesi da buona parte dei colleghi del loro stesso Teatro, di essere licenziati, di rimanere senza lavoro, di veder sacrificata la propria professionalità frutto di anni di lavoro e dedizione, e di trovarsi senza più quel reddito da lavoratori al pari degli altri su cui avevano contato per poter continuare a sfamare, far studiare, vestire i propri figli.

Bravo Commissario e bravi tutti quanti sulla pelle degli altri si riempiano il petto di medagliette.

La campagna elettorale per l'elezione del nuovo sovrintendente della Fondazione Arena e le riconferme della dirigenza è ufficialmente aperta.

Ortensia Sal
(con la preghiera della massima diffusione)

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