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martedì 18 luglio 2017

Nuovo guaio milionario per la Fondazione Arena - Rassegna Stampa - 18 luglio 2017



Arena Extra e i bozzetti senza Iva
Guaio milionario per la Fondazione
Cessione alla controllata nel mirino della Finanza: "Sono beni"


martedì 18 luglio 2017


il duo Tosi-Girondini
Verona Com'è noto Fondazione Arena ha chiuso il bilancio 2016 con un utile di 367mila euro. Un'importante inversione di rotta rispetto agli ultimi due anni, quando il teatro aveva chiuso gli esercizi con pesanti passività. Ma su questa positiva novità, denuncia Michele Bertucco, consigliere comunale per Verona in Comune, continua a pesare l'eredità della precedente gestione rappresentata dal sindaco Flavio Tosi e dal sovrintendente Francesco Girondini. Bertucco in una nota precisa: "Il passato della disastrosa gestione Tosi-Girondini continua a tenere in scacco la volontà di ripresa della Fondazione Arena che nell'ultimo bilancio ha dovuto accantonare 1.668 milioni di euro in più, rispetto all'anno precedente, per far fronte agli esiti incerti di una contestazione della Guardia di Finanza sul conferimento ad Arena Extra del famoso archivio bozzetti e figurini.

Il consigliere comunale fa riferimento all'operazione con la quale, al termine del Festival del Centenario nel 2013, Fondazione Arena mise in ordine i propri conti. In pratica, la Fondazione cedette alla sua controllata Arena Extra bozzetti, costumi ed allestimenti, in quanto ramo d'azienda, per un valore stimato in 12 milioni di ammortamenti, la Fondazione iscrisse tra gli attivi 7 milioni di euro grazie ai quali il bilancio del teatro tornò in utile. Un'operazione che successivamente il Pd cittadino definì di "maquillage" finanziario, ma che il sovrintendente Girondini difese. Ad inizio anno, tuttavia, la Finanza ha chiesto di vederci più chiaro e, una volta acquisiti i documenti, lo scorso 27 marzo ha emesso un verbale di contestazione nei confronti del teatro. Come si può leggere nella nota Integrativa al bilancio, infatti, le Fiamme Gialle contestano la natura di "ramo d'azienda" degli archivi "affermando trattasi, invece, di beni da cui sarebbe dovuto scaturire l'assoggettamento dell'operazione a Iva, anziché a imposta di registro". Se così fosse, la Fondazione sarebbe tenuta a pagare Iva e sanzioni su quell'operazione. Ma ovviamente ha già dato mandato ai propri professionisti per tutelarla, nella convinzione di aver agito correttamente e nel pieno rispetto della normativa.

Anche il sovrintendente Giuliano Polo preferisce non approfondire la vicenda e lasciare parlare i professionisti: "Esiste un fondo rischi - si è limitato a confermare - e l'abbiamo utilizzato. C'è un provvedimento in itinere e noi continueremo a lavorare per tutelare al massimo la Fondazione". D'altro canto, come si legge nella nota, si è ritenuto comunque di accantonare quel milione e 668mila euro prudenzialmente, come "stima delle sanzioni che potrebbero essere irrogate dall'Agenzia delle Entrate nel caso, probabile, dell'accensione di un contenzioso".

Ma quella della possibile sanzione da parte dell'Agenzia delle Entrate non è l'unica notizia che riguarda Fondazione. Sul fronte dell'ammissione alla Legge Bray, e ai relativi 10 milioni di finanziamenti, Polo conferma che la settimana scorsa Gianluca Sole, commissario per le Fondazioni liriche, ha formalizzato il proprio parere positivo motivato sull'ammissione dell'Arena ai benefici della Bray al ministero delle Finanze e a quello della Cultura. "Il prossimo passo che ci aspettiamo - precisa Polo - è un decreto congiunto, dei due ministeri, di approvazione della pratica. Siamo in attesa". E con quei fondi, il rilancio avrà più possibilità di concretizzarsi.

Samuele Nottegar

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