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martedì 8 agosto 2017

Rassegna Stampa - 4 agosto 2017


«Non solo gli enti locali ma tutto il territorio latita sul sostegno all’Arena»
Il sovrintendente Polo: nonostante il grande indotto economico le imprese non investono, ci temono come macchina mangiasoldi

venerdì 4 agosto 2017

VERONA «Nessuna novità: che l’anfiteatro romano, proprio in quanto monumento di duemila anni fa, fosse in deroga rispetto a certe norme di sicurezza, lo si sapeva. Ma non ci sono pericoli per gli spettatori». A fugare dubbi sulla situazione di sicurezza dell’Arena di Verona, dopo le osservazioni dei Vigili del fuoco riportate ieri dal Corriere di Verona , è il sovrintendente della Fondazione Arena, Giuliano Polo. «La situazione è assolutamente sotto controllo – precisa – e un progetto di adeguamento, messo a punto di concerto con il Comune e la Soprintendenza, deve essere finanziato. Chiaramente la battuta delle scale non è quella prevista dal piano regolatore e ci sono alcuni problemi da risolvere che riguardano soprattutto gli impianti elettrici, ma saranno affrontati al più presto». Impianti elettrici che sono inclusi anche nei lavori di adeguamento per i quali ha stanziato i fondi la Fondazione Cariverona.

Altro nodo è quello che emerge dall’analisi effettuata dalla Corte dei Conti per l’esercizio 2015: quello di una scarsa contribuzione da parte di enti locali - Comune e Regione – alla Fondazione Arena. «Anche questo è un problema noto e sollevato anche dal commissario governativo», commenta Polo che in altre occasioni aveva già denunciato il problema. «Rispetto all’impatto in termini di attrazione turistica e di indotto che l’Arena ha sul territorio, non solo il finanziamento da parte degli enti locali è molto modesto, ma tutto il territorio è piuttosto assente. Mi riferisco – specifica il soprintendente – all’assenza delle aziende (fatta eccezione per quelle espressamente citate nella nostra campagna di comunicazione), spesso motivata dalla preoccupazione che il nostro ente sia una “macchina mangiasoldi”: non è affatto così. Il nostro è un ente che produce indotto e risultati economici che siamo disponibili a rendere pubblici. Maggiori investimenti pubblici e privati corrisponderebbero a una possibilità di aumento della qualità dell’offerta e anche di un miglioramento strutturale dell’Arena».

Nel frattempo Polo, pur chiarendo che non può ancora osare il bilancio di una stagione in corso, dichiara che «confrontando con lo stesso periodo del 2016, possiamo registrare un notevole incremento, in linea con le nostre previsioni di ripresa. Si tratta di dati che comprendono biglietti venduti e prenotazioni – precisa – e la stagione è ancora lunga, i bilanci saranno dunque da fare alla fine. Intanto registriamo comunque un aumento di interesse verso la stagione areniana, con apparizioni sulla stampa nazionale, con un ritorno sui palcoscenici che ci spettano, cosa che ci fa sentire ottimisti. Abbiamo fatto un grande investimento con la solidarietà degli artisti che hanno dimostrato grande disponibilità accettando anche chiamate all’ultimo minuto. Abbiamo con noi così interpreti straordinari per un risultato artistico con la “A” maiuscola».


Sul tipo di pubblico che frequenta l’Arena, pur non essendo ancora disponibili i dati di questa stagione, il sovrintendente spiega: «Abbiamo un sistema di biglietteria che ci permetterà alla fine della stagione un’analisi puntuale. Di sicuro possiamo dire che l’Arena ha un pubblico molto particolare, costituito non solo da melomani, ma anche da persone che si avvicinano all’opera per la prima volta, cosa da considerarsi non in termini negativi, ma che sta a significare la funzione di avvicinamento a questo genere che svolge la stagione operistica veronese. Un pubblico – ha concluso Polo – costituito in grandissima maggioranza da stranieri, provenienti dal centro e nord Europa soprattutto, e che ha in generale una delle età medie più basse tra i teatri d’opera, intorno ai cinquant’anni».

Camilla Bertoni

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